Complesso residenziale Marina Grande, Arenzano

progetto
1960 - 1965
realizzazione
1960 - 1965
costruttore
Otello Celadon (impresa edile)
committenza

CEMADIS s.p.a. (Centri Marittimi di Soggiorno)

caratteristiche costruttive

Copertura: a falde inclinate, con lastre di ardesia

Facciata: intonaco a fresco color ruggine

Struttura portante: travi e pilastri in cemento armato

Serramenti: in legno laccato

descrizione
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Il progetto per la Marina Grande nasce dall'occasione fornita - nel quadro del piano di urbanizzazione della pineta di Arenzano, in cui rientrano anche le vicende della villa Arosio (1956-1959) e di casa Gardella (1963-964) - dalla copertura di un tronco ferroviario lungo una passeggiata a fronte mare.

Il complesso si articola a partire da un basamento su più livelli, parallelo alla ferrovia e a destinazione pubblica grazie alla presenza di numerosi negozi, che svolge anche il ruolo di cerniera tra gli elementi del piano urbanistico tramite una strada sotterranea di collegamento tra le varie zone della pineta. Da questa piattaforma prendono quota i diversi blocchi di cui si compone la Marina Grande, organizzata intorno a quattro piazze, a quote differenti, che assecondano l'andamento del terreno e digradano fino all'acqua.

L'edificio principale è sviluppato intorno ad una corte aperta da un lato su una delle piazze e dall'altro sul mare, grazie alla composizione dei prospetti come successione di terrazze delimitate da archi che inquadrano il paesaggio. Composto da circa cinquanta appartamenti di taglio diverso, distribuiti su tre piani, l'edificio ripropone anche alla scala minuta il concetto della piazza come luogo centrale, poiché la distribuzione interna ruota intorno a piccoli patii da cui sono raggiungibili le scale e gli altri elementi di risalita. I livelli inferiori del complesso sono destinati ad ospitare servizi comuni, parcheggi e garage nei sotterranei. Alla quota dell'accesso alla spiaggia, invece, una doppia fila di cabine balneari scherma dalla costa la vista della galleria ferroviaria, ai cui piloni le cabine stesse sono strutturalmente agganciate.

Commissionato dalla Cemadis S.p.A. (acronimo di Centri Marittimi di Soggiorno, la società immobiliare creata dalla marchesa proprietaria dei terreni per realizzare l'intervento edilizio), il complesso è stato costruito, come la villa Arosio, dalla ditta genovese di Otello Celadon. Negli ultimi anni del decennio 2000-2009 è stato oggetto di alcune proposte progettuali volte a sfruttare la fama internazionale riconosciuta alla pineta di Arenzano, che hanno previsto tra l'altro la trasformazione delle cabine in minialloggi e che fortunatamente sono state finora respinte dalla municipalità, attualmente intenzionata a porre un vincolo di salvaguardia ambientale sull'intero comparto edilizio, di cui fanno parte anche la villa Ercole disegnata da Gio Ponti o le case sul porto di Ignazio Gardella e Luigi Rovera, o ancora la chiesa dei Santi Martino e Alessandro Sauli di Luigi Caccia Dominioni (tutte realizzate negli stessi anni della Marina Grande).

categorie

architettura per la residenza, il terziario e i servizi

bibliografia

La scelta dell'abitazione. Localizzazione della casa per le vacanze, in Casa d'oro, 26 aprile 1968

C. Bellini, Il mestiere di architetto, in Habitat Ufficio 21, settembre 1986

V. Magistretti, Relazione di progetto, Complesso residenziale Marina Grande, Arenzano, 1960-65

Vico Magistretti, Marina Grande ad Arenzano, in Edilizia Moderna 82-83, 1963, pp. 183-184

Vico Magistrtti. Marina Grande, centro a mare della Pineta di Arenzano, in Casabella-Continuità 284, 1964, pp. 18-24

Vico Magistretti, il Roccolo, progetto per un complesso residenziale nella pineta di Arenzano, in Casabella-Continuità 284, 1964, pp. 27-30

F. Irace, V. Pasca, Vico Magistretti, architetto e designer, Milano 1999, pp. 71

scheda a cura di Maria Manuela Leoni
stessi anni