Quartiere San Felice, Segrate

progetto
1966 - 1975
realizzazione
1966 - 1975
localizzazione
co-autori

Luigi Caccia Dominioni

costruttore
Beni Immobili s.p.a. (nella persona di Anna Bonomi)
committenza

Beni Immobili s.p.a. (nella persona di Anna Bonomi)

descrizione
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Il quartiere di Milano San Felice, posto in un'area di circa 800.000 mq. a cavallo tra i comuni di Segrate e Novegro, nasce su iniziativa privata come insediamento residenziale destinato alla borghesia, da un primo progetto dell'ingegner Giorgio Pedroni.

Il modello urbanistico è quello di una gate community a bassa densità, immersa nel verde e sviluppata a partire da una netta gerarchizzazione tra strade pedonali, ciclistiche o automobilistiche, alla scala del quartiere o di vicinato. L'asse principale è costituito da un tragitto a ferro di cavallo, rivolto in direzione del lago Malaspina, che distribuisce dieci torri residenziali a pianta cruciforme, disegnate da Magistretti sul modello dell'edificio alto da lui realizzato in piazzale Aquileia, a Milano (1961-1965). Da qui si dipartono percorsi ad andamento sinusoidale, spesso a fondo cieco, lungo cui affacciano schiere di case a due o quattro piani oltre le quali sono collocate, isolate nel verde, le ville unifamiliari. Anche i prospetti sono differenziati in funzione degli affacci: lungo le strade carrabili, le case a schiera presentano gli ingressi ai garage, delimitati da sequenze di muri a sperone disposti a pettine; verso le aree interne - ribattezzate dai progettisti "golfi verdi" - si aprono balconi, logge e ampie vetrate.

Completano il quadro un edificio a destinazione commerciale (posto ai margini dell'insediamento e raggiungibile anche dai non residenti) e una piccola costruzione a pianta ellissoidale, denominata "il girasole" e occupata dalla portineria centralizzata e dagli uffici per l'amministrazione del complesso. Prospicienti il lago sono collocate anche le aree per lo svago e l'aggregazione sociale, che includono impianti sportivi come un golf club, campi da tennis, piscina e palestra.

L'attenzione di Magistretti si rivolge principalmente alle torri e alle case a schiera, con le prime articolate in un complesso sistema di aggregazione che consente di ottenere un ampio numero di tagli planimetrici. Dal semplice bilocale all'alloggio con quattro camere da letto (di cui una concepita come suite, con servizi e stanza guardaroba privati), tutti gli appartamenti sono però accomunati dalla scelta di aprire le zone giorno (e le camere padronali delle case più ampie) sul verde del quartiere circostante, tramite una finestra d'angolo a tutta altezza - a volte trasformata in accesso ad ampie terrazze, ricavate in aggetto dalle facciate - che imprime un deciso slancio allo spazio interno, altrimenti omologato ai limiti imposti dal sistema costruttivo della prefabbricazione industriale.

Grande interesse è riservato anche alla qualità degli spazi comuni, come testimoniano le immagini d'epoca relative sia agli snodi lungo i percorsi di distribuzione verticale - in cui si fa ampio uso di specchi e cornici colorate, che alterano la percezione delle reali dimensioni di questi luoghi di servizio - sia quelle scattate all'interno del "girasole", in un primo tempo adibito a centro vendite degli alloggi e arredato non solo con pregevoli pezzi di design tanto di Magistretti, quanto di Caccia Dominioni, ma anche attraverso i plastici del quartiere, trasformati in elementi di richiamo.

categorie

architettura per la residenza, il terziario e i servizi

bibliografia

Wohnstadt San Felice bei Mailand, in Detail 5, settembre 1974

Il rame per un quartiere a misura di uomo, in Il Rame 1, 1973

Ingresso a un nuovo centro residenziale, in Ottagono 14, luglio 1969

Milano San Felice, in Ottagono 25, giugno 1972

M. Grandi, A. Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Bologna 1980, pp. 336-362, scheda 505

F. Raggi, San Felice, Banham e la Carta d'Atene, in Modo 6, 1978, s.p.

F. Irace, V. Pasca, Vico Magistretti, architetto e designer, Milano 1999, pp. 74-75

scheda a cura di Maria Manuela Leoni
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